Borse Comiche Pssst Sta Chiamando Un Biscotto Al Cioccolato Borsa In Juta Manico Corto 38x42cm Colore Nero / Rosa Nero / Oro

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Borse Comiche - Pssst! Sta Chiamando Un Biscotto Al Cioccolato? - Borsa In Juta - Manico Corto - 38x42cm - Colore: Nero / Rosa Nero / Oro
  • borse da donna
  • <i> ?artikel: individueller jutebeutel bedruckt mit: pssst!</i> <b>Article? Articolo: borsa individuale in juta stampata con: pssst!</b> <i>ruft da ein schokokeks?</i> <b>sta chiamando un biscotto al cioccolato?</b>
  • <i> ?design: trendy, cool, stylish, originell.</i> <b> ? Design: trendy, cool, stylish, originell.</b> <i>das accessoire made in germany!</i> <b>das accessoire made in germany!</b>
  • Caratteristiche: 100% cotone, dimensioni: 38x42cm, volume: 10 litri, produzione ecologica e alta qualità!
  • ? borse Comedy: mostrare il vostro umorismo è individuale e mettere dichiarazioni nel tempo libero, scuola, città o la prossima festa o semplicemente come regalo per la famiglia, gli amici, fratello, sorella o un collega per il prossimo compleanno o per Natale.

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Dainotti, il boss in bicicletta, quando era in galera si lamentava perché i soldi ai suoi familiari arrivavano a singhiozzo. Oggi è sua nipote a lamentarsi. Intercettata,  Anna Lo Presti dice al marito , il boss Salvatore Pispicia: “Cento euro gliel’ho dati a mia madre per fargli la spesa, duecento l’ho portati al dentista, quanto restano… mi sono rimasti gli spicci”.

“Spicci” anche per la moglie di Benedetto Capizzi, uno dei capi storici della cupola: “Qualche cosa in più si deve mandare alla moglie di Benedetto”,  si sente dire al capomafia Mariano Marchese  in un’intercettazione del 2016, “è assai che non gli mandiamo soldi. Perché se no, minchia, è vergogna”. E Francesco Adelfio, uno dei boss di Villagrazia, rispondeva nostalgico: “Ti ricordi con la buonanima di Stefano?”. Stefano era il boss dei boss, Stefano Bontate, il “principe di Villagrazia”, una delle figure chiave nella storia di cosa nostra, in grado di stringere legami con mafiosi d’oltreoceano e politici italiani.

Oggi, alcuni mafiosi siciliani, lo vorrebbero morto e sepolto. “Se non muoiono tutti e due (Riina e Provenzano, ndr), luce non ne vede nessuno”,  dice a basa voce Santi Pullarà , figlio di Ignazio, storico reggente del clan di Santa Maria di Gesù, durante una discussione sull’ennesima crisi di salute dei criminali corleonesi. “Lo so, non se ne vede lustro”, ribatte a quel punto sconsolato lo “zio Mari’’, cioè Mario Marchese, considerato l’ultimo capomafia di Villagrazia. “E a questi due niente li frega”, aggiunge sconfortato. Come a dire che per rilanciare cosa nostra, bisognerebbe esonerare presidente e allenatore.

Provenzano è morto a 83 anni il 13 luglio del 2016.  Riina a 87 anni è in carcere, malato . Tuttavia, nonostante le sue condizioni di salute, secondo gli esperti sarebbe ancora oggi in cima alla catena di comando di cosa nostra.

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